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Canino Blasi

Lazio

Il Canino Blasi è una cultivar di olivo di pregio, tipica del territorio laziale, nota per la sua spiccata rusticità e per la produzione di un olio extravergine di oliva di eccellente qualità, caratterizzato da un profilo sensoriale intenso e tipico dell'area di origine.

Origine e diffusione

La cultivar Canino Blasi trova la sua culla storica e geografica nel Lazio, in particolare nella zona dell'Alto Lazio, in provincia di Viterbo. Il nome deriva dal comune di Canino, centro nevralgico della produzione olivicola locale, dove questa varietà è coltivata da secoli. La diffusione del Canino Blasi è strettamente legata ai terreni di origine vulcanica che caratterizzano la Maremma laziale. Sebbene sia una varietà autoctona, la sua presenza è consolidata in tutto il bacino del viterbese, dove rappresenta una delle colonne portanti della Dop "Canino". La storia di questa cultivar si intreccia con le tradizioni agricole degli Etruschi, che per primi intuirono la vocazione olivicola di queste terre, perfezionando tecniche di coltivazione che sono giunte, attraverso i secoli, fino all'epoca moderna.

Caratteristiche della pianta

La pianta di Canino Blasi si presenta con una vigoria medio-elevata, capace di adattarsi a diverse condizioni pedoclimatiche. Il portamento è assurgente, con rami fruttiferi che tendono a svilupparsi verso l'alto, richiedendo interventi di potatura mirati per contenere lo sviluppo verticale e favorire l'illuminazione della chioma. La foglia è di forma ellittico-lanceolata, di dimensioni medie, con un colore verde intenso sulla pagina superiore e una tonalità argentea su quella inferiore.

La fioritura avviene in epoca intermedia, con una buona capacità di autofertilità, sebbene la presenza di impollinatori (come il Leccino o il Pendolino) possa migliorare significativamente l'allegagione. La produttività è considerata costante e abbondante, una caratteristica che ha reso la varietà molto apprezzata dagli olivicoltori locali. La pianta risponde bene alle tecniche di potatura di allevamento a vaso policonico, che ne esalta la produttività e facilita le operazioni di raccolta meccanizzata.

Drupa

La drupa del Canino Blasi è di dimensioni medio-piccole, con una forma ovoidale leggermente asimmetrica. Il peso del frutto è contenuto, ma la resa in olio è decisamente interessante, attestandosi su valori medio-alti. L'invaiatura è di tipo scalare, procedendo gradualmente dal verde verso tonalità violacee e infine nerastre a maturazione completa. Il distacco della polpa dal nocciolo è agevole, il che facilita le operazioni di estrazione. La raccolta, solitamente effettuata tra ottobre e novembre, deve essere tempestiva per preservare le caratteristiche organolettiche che rendono unico l'olio prodotto da questa cultivar. La polpa è consistente, il che conferisce al frutto una buona resistenza ai danni meccanici durante la fase di raccolta.

Caratteristiche dell'olio

L'olio estratto dal Canino Blasi è rinomato per il suo profilo sensoriale complesso ed equilibrato. All'analisi organolettica, si presenta con un colore verde smeraldo, talvolta con riflessi dorati a seconda del grado di maturazione delle olive al momento della molitura. Al naso, esprime note di erba tagliata, carciofo fresco e sentori di mandorla verde, tipici del terroir laziale. In bocca, l'olio si distingue per un amaro e un piccante di intensità media, ben armonizzati tra loro, che lasciano una sensazione di freschezza e pulizia al palato. Grazie all'elevato contenuto di polifenoli e antiossidanti naturali, l'olio di Canino Blasi vanta una notevole stabilità nel tempo, presentando una shelf life superiore alla media, a patto che sia conservato correttamente al riparo da luce e calore. È un olio estremamente versatile, ideale per condire a crudo zuppe di legumi, bruschette, carni alla brace e verdure grigliate, esaltandone i sapori senza sovrastarli.

Resistenza e adattamento

Il Canino Blasi è una cultivar nota per la sua elevata rusticità. Mostra una buona tolleranza alle basse temperature invernali, tipiche delle zone collinari dell'Alto Lazio, e una discreta resistenza alla siccità, grazie a un apparato radicale ben sviluppato che riesce a sfruttare le riserve idriche dei terreni vulcanici. Per quanto riguarda le avversità biotiche, la pianta manifesta una buona resistenza all'occhio di pavone (Spilocaea oleaginea), una delle patologie fungine più diffuse. È tuttavia sensibile alla mosca dell'olivo (Bactrocera oleae), che richiede monitoraggi costanti e interventi tempestivi, specialmente nelle annate caratterizzate da un clima umido e temperato durante la fase di invaiatura. Non si segnalano particolari criticità legate alla Xylella fastidiosa, ma come per ogni cultivar, il mantenimento di un corretto stato nutrizionale e una potatura equilibrata restano le migliori strategie di prevenzione. La pianta predilige terreni ben drenati, preferibilmente di natura vulcanica, ricchi di minerali, che conferiscono all'olio la sua tipica impronta minerale e aromatica.

Sinonimi e cultivar affini

Il Canino Blasi è noto principalmente con il nome di "Caninese" o semplicemente "Canino". È importante non confonderlo con altre cultivar locali, sebbene nel territorio laziale esistano diverse varietà che condividono alcune caratteristiche morfologiche. Spesso viene confuso con la "Leccina" per via di una certa somiglianza estetica della pianta, ma le differenze nel profilo aromatico dell'olio e nella resistenza alle patologie sono marcate. La selezione "Blasi" si distingue per una maggiore uniformità di maturazione e una resa qualitativa superiore rispetto ad alcune popolazioni locali meno selezionate. La ricerca ampelografica continua a studiare le sottovarietà di Canino per preservare la biodiversità genetica e migliorare ulteriormente la resilienza della pianta ai cambiamenti climatici in atto, garantendo la continuità di una tradizione olivicola che rappresenta un pilastro dell'economia agricola del Lazio.

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